15/07/2024
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Link we love, viticoltura e Franciacorta

Internet è sicuramente uno strumento insostituibile per tutte le realtà aziendali e le attività commerciali che vogliono pubblicizzare il proprio operato. I professionisti delle bollicine ovviamente si sono giovati eccome delle potenzialità del web, ancor più che in Italia abbiamo molte eccellenze da valorizzare e molti potenziali clienti che sarebbero interessati all’acquisto. Come è facile intuire però si tratta di un settore, quello delle bollicine, dove la concorrenza è molto impegnativa e occorre differenziarsi dalla massa per riuscire a ottenere dei profitti significativi. In passato esisteva Link we love, una piattaforma innovativa e pensata per venire incontro alle esigenze delle aziende del settore che consentiva di pubblicizzare prodotti e servizi in modo intelligente. L’era dei banner e dei popup aggressivi sembra ormai tramontata, ormai i banner finiscono quasi per avere l’effetto contrario a quello sperato ragion per cui le piattaforme come link we love rappresentavano una sostanziale novità.

L’eredità di link we love

La piattaforma link we love era considerata la nuova frontiera della pubblicità online e aveva consentito di fare soldi online promuovendo contenuti finalizzati ad aumentare le visite e la permanenza dei visitatori sulla pagina. In sostanza questa piattaforma nascondeva i banner dei professionisti delle bollicine negli articoli aggiunti o tra i post considerati potenzialmente interessanti mediante un widget in grado di modificarne ogni aspetto nel dettaglio. Detto in altre parole link we love permetteva di mettere gli articoli nella fascia degli articoli correlati in modo non forzato e apparentemente naturale al 100%. Si trattava quindi di uno strumento molto valido per incrementare i guadagni di un sito internet, ma come riusciva a fare tutto questo? Link we love utilizzava un algoritmo detto LoveRank che serviva esattamente a trovare siti e blog che toccavano tematiche affini ai link pubblicitari proposti. Tutti i lettori potenzialmente interessati al mondo delle bollicine quindi avrebbero potuto leggere gli annunci con link we love senza più il fastidio dei banner tradizionali. Facile da utilizzare da parte di chiunque, questa piattaforma era utile per fidelizzare un numero crescente di utenti e lo faceva perché rispondeva al principio pubblicitario della Content Recommendation, ovvero una tecnica consistente nella creazione e nel posizionamento di contenuti analoghi a quelli prodotti dai siti scelti per la promozione. Un esempio concreto? Si immagini di essere appassionati di bollicine e di visitare un sito che parla di produttori locali, con link we love e piattaforme similari il lettore leggendo l’articolo troverebbe contenuti pubblicitari di valore del tutto indistinguibili dal resto dell’articolo. Non sorprende quindi che questa piattaforma abbia avuto un successo rapido e impressionante soprattutto in questo settore. Il content marketing si è evoluto rapidamente nella content recommendation, ovvero uno strumento che permette di creare e posizionare contenuti specifici nelle pagine di siti web partner. Gli editori inoltre con queste piattaforme potevano sfruttare maggiori spazi oltre a quelli già occupati dai banner, potendo così contare su una monetizzazione extra derivante anche dal maggior tempo passato dagli utenti sui siti web. Prima di chiudere link we love aveva sviluppato un network in Italia che aveva coinvolto qualcosa come 300 editori. I professionisti delle bollicine apprezzavano in particolare questa piattaforma perché finivano per affezionarsi ai contenuti e per passare tempo maggiore sui contenuti proposti dall’editore. Infine con queste piattaforme i siti web non correvano alcun rischio di penalizzazione dai motori di ricerca in quanto ogni collegamento verso l’esterno era dotato dell’attributo “nofollow”. Inoltre ogni editore poteva scegliere la quantità di pubblicità da veicolare nei propri contenuti. Oggi che link we love non esiste più esistono comunque delle valide alternative: Ad Sense e Payclick su tutti, e tutto lascia pensare che questo modo di fare advertising diventerà quello dominante già in un prossimo futuro.

adminagenzia

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