15/07/2024
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La Franciacorta ha sempre cercato di sviluppare una forma di viticoltura che promuova l’equilibrio con l’ambiente preservando le risorse naturali e valorizzandone il valore, e negli ultimi anni lo ha fatto con crescente vigore e convinzione.

La riduzione degli input è un must per la viticoltura in Franciacorta. In altre parole, la riduzione degli interventi e la riduzione degli input vitati sono il tema ricorrente all’interno di una forma di viticoltura focalizzata a garantire la qualità non solo dal punto di vista del profilo organolettico e analitico delle uve, ma anche dal punto di vista della sostenibilità produzione. In questo contesto si sono incontrate diverse esperienze concrete: test di erbacce con semi che riducono i processi e i movimenti delle macchine da lavoro attraverso il vigneto e promuovono un aumento della materia organica nel suolo e altre esperienze legate allo studio della biodiversità, con l’obiettivo di conservarlo e aumentarlo. Il sottosuolo contiene le radici, un ecosistema equilibrato ed ecologicamente sano, per consentire un’attività ottimale della radice, che è un prerequisito per piante efficienti e sane.

Veduta dei vigneti di Franciacorta

Questi sforzi si concretizzano concretamente nelle pratiche agronomiche e nelle scelte colturali di tutti i giorni, a partire dalla semina del vigneto. I principi guida sono sempre di agire in modo tale da favorire i principi di sostenibilità ambientale. È quindi prioritario valutare gli effetti immediati e futuri di ciascun intervento sul territorio (nuove piantagioni, modellizzazione), in particolare dal punto di vista sia ambientale che economico, per migliorare la conoscenza del suolo e del terroir in relazione al suo potenziale, limiti e ostacoli. Ciò consentirà inoltre di ottimizzare la produzione rispettando le risorse applicando le conoscenze e incoraggiando l’uso di materiali eco-compatibili e, ove possibile, di fonti energetiche rinnovabili.

Un’attività svolta da tutti i viticoltori è il consolidamento delle pratiche agricole che riducono il loro impatto.

Caratteristiche e modelli di impianto appropriati al tipo di terreno, unitamente a una gestione oculata delle aree al di sotto e tra le viti (erba, fornitura di materia organica) aiutano ad eliminare o ridurre drasticamente la fertilizzazione. Una corretta gestione della chioma riduce l’accumulo di umidità intorno ai grappoli, ostacolando la proliferazione di molte malattie fungine della vite. Tutto ciò si traduce in una significativa riduzione degli input per proteggere le piante, riducendo sia il numero di trattamenti e riducendo drasticamente i dosaggi necessari. L’adozione di apparecchiature per la distribuzione moderna ed efficiente ha lo stesso scopo, in quanto è progettata per massimizzare l’efficienza delle applicazioni.

Oltre agli aspetti più strettamente agronomici, la Franciacorta può vantare diverse esperienze legate alla coltivazione che tendono alla sostenibilità e al “prendersi cura” del territorio, per il quale ha ricevuto riconoscimenti nazionali e internazionali.

vigneti in Franciacorta, Lago d’Iseo.

Il 2011 ha visto il lancio del progetto “Terre della Franciacorta”, che è stato avviato dal Consorzio e dai 18 comuni della Franciacorta e dalla Fondazione Cogeme Onlus con l’obiettivo di preservare il territorio e valorizzare le sue peculiarità a tutti i livelli al fine di offrire migliorare l’esperienza degli abitanti e il numero crescente di turisti nella zona. Il progetto Terre di Franciacorta, come definito dal regolamento di produzione, rappresenta un’area di 262 kmq abitata da oltre 146.000 persone.

La pietra angolare del Piano Strategico per la Franciacorta è la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale dell’area come leva per la creazione di un’economia sostenibile, collegando la Franciacorta con altre aree sia a livello nazionale che internazionale. L’obiettivo è considerare la Franciacorta da ogni angolazione, compresa la pianificazione, l’architettura del paesaggio, l’agricoltura e la prospettiva economica. Si tratta di un atto volontario tra i partner partecipanti che non è richiesto dalla legge, ma è di grande importanza come un patto tra attori pubblici e privati ​​che hanno messo da parte i propri interessi per il gusto di un interesse condiviso in un’area.

Questo è stato il primo atto concreto preso dall’Associazione Terre della Franciacorta ed è stato il risultato di una lunga discussione tra i rappresentanti dei comuni, l’ASL e l’ARPA, e coordinato dal Consorzio Franciacorta, che ha offerto le migliori competenze disponibili sul territorio attraverso gli agronomi del suo comitato tecnico.

Si tratta di un regolamento unico sull’uso dei prodotti fitosanitari che standardizza i metodi per distribuirli nei vigneti, soprattutto laddove i contesti urbani coesistono con le attività agricole. Ancora una volta, la Franciacorta si è dimostrata una pioniera: sebbene esistano già alcuni regolamenti municipali e sovracomunali, questa è stata la prima volta che è stato scritto un articolo per descrivere in dettaglio le regole di distribuzione per specifici contesti.

Gli enologi della Franciacorta si sono dati delle regole più restrittive di quelle dettate dalla legge.

Questa volta l’obiettivo era dare prova pratica della volontà comune di praticare una forma di viticoltura che, pur non ignorando le esigenze operative, è pienamente attenta alla salute dell’ambiente. Andando un po ‘di più nei dettagli, i regolamenti escludono alcuni tipi di prodotti fitosanitari per motivi prudenziali, anche se legalmente autorizzati, impongono controlli più severi sulla qualità della distribuzione attraverso controlli funzionali più frequenti delle macchine operatrici e scoraggiano l’uso di macchine di distribuzione meno efficienti, imponendo regole più limitanti in relazione alle attrezzature più avanzate. Stabiliscono inoltre l’uso di strisce tampone per i vigneti adiacenti alle aree urbanizzate, la cui dimensione viene regolata in base ai tipi di macchine utilizzate e in base all’orientamento delle file.

Per molto tempo, la Franciacorta ha lavorato per sistemi di produzione sostenibili e per la viticoltura rispettosa dell’ambiente.

L’emissione di gas serra, come metano, azoto e anidride carbonica, è un impatto ambientale derivante da tutte le attività produttive. È una questione ambientale particolarmente vitale per l’agricoltura, che vive su suolo, acqua e aria. L’agricoltura e la lavorazione dei prodotti sono anche attività che, almeno in parte, richiedono energia e dipendono quindi dai combustibili fossili. Ogni sforzo deve essere fatto per ridurre le emissioni di gas serra al fine di salvaguardare l’ambiente e l’economia.

adminagenzia

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